Il Contesto 2
Monreale

La costruzione della cattedrale di Monreale tra mito e risvolti storici

Intorno alla fondazione del Duomo di Monreale, durante il corso dei secoli, hanno preso forma diverse ipotesi, a partire da quella più conosciuta in cui si narra che Guglielmo II , colto da stanchezza durante una battuta di caccia all’interno del parco reale creato da Ruggero II , dopo essersi assopito sotto le fronde di un maestoso carrubo assistette, in sogno, all’apparizione della Vergine. Essa, dopo avergli rivelato il segreto di una “ truvatura ”, gli indicò che in quel punto, egli avrebbe dovuto innalzare un tempio a lei dedicato.

Quadro della trovatura
La famosa leggenda della “Truvatura”, è rappresentata in un quadro di Giuseppe Velasco. Secondo questa leggenda la Vergine Maria apparve in sogno a Guglielmo II e disse: “Nel luogo dove stai dormendo è nascosto il più grande tesoro del mondo: dissotterralo e costruisci un tempio in mio onore”. Pronunciate queste parole scomparve ma il sovrano ordinò subito di scavare e di sradicare il carrubo dove stava riposando. Fu portato alla luce un inestimabile tesoro in monete d’oro subito destinato alla costruzione del Duomo di Monreale. Il quadro, un olio su tela di 351×503 cm, è datato tra il 1797 e il 1798 è ricco di persona. L’opera è ricca di personaggi. Presenta, infatti, numerose figure tutte concentrate a recuperare il tesoro che la Vergine ha promesso in sogno a Guglielmo. La narrazione, prettamente storica, è concitata e dinamica grazie all’inserimento di numerose figure secondarie e cavalli. Ogni personaggio è rappresentato in movimento, chi inginocchiato, chi scava; mentre la scena, su più livelli e composta su più diagonali, è uniformata dall’utilizzo di colori caldi e accesi. Il paesaggio, quasi soffuso, è immerso in una luce dorata. Dell’opera si conservano ancora il bozzetto nella Pinacoteca Zelantea di Acireale e una copia ottocentesca di Giuseppe Vaccaro custodita presso il Museo Civico di Caltagirone.

L’episodio, legato al sogno è stato, artisticamente, ricordato in una tela realizzata da Gioacchino Martorana , oggi al Museo Diocesano di Monreale, mentre la vicenda del ritrovamento di un tesoro è stata rappresentata nel grande dipinto di Giuseppe Velasco , che adorna lo scalone dell’ex complesso conventuale dei benedettini.

quadro del sogno di Guglielmo
Il dipinto il Sogno di Guglielmo, datato tra il 1768 e il 1769, è un’opera di Gioacchino Martorana. Il pittore, allievo a Roma di Marco Benefial è un esponente della pittura del ‘700 di stampo classicista e rococò. L’opera composta su linee diagonali è una pala dinamica, dai colori accesi e vivaci. In alto, contornata da putti e angeli e sorretta da nubi, si trova la Vergine, raccolta in un manto azzurro. In un roccia riposa il sovrano, beato nel suo sogno, con la corona adagiata dolcemente a lato. Colpisce la narrazione del Sogno resa ancora più emozionante dalla collocazione nello spazio di numerosi simboli: un arco, delle frecce e due puttini che giocano raccogliendo le monete del tesoro. L’opera racconta la famosa leggenda della “Truvatura”. Secondo questa leggenda la Vergine Maria apparve in sogno a Guglielmo II e disse: “Nel luogo dove stai dormendo è nascosto il più grande tesoro del mondo: dissotterralo e costruisci un tempio in mio onore”. Pronunciate queste parole scomparve ma il sovrano ordinò subito di scavare e di sradicare il carrubo dove stava riposando. Fu portato alla luce un inestimabile tesoro in monete d’oro subito destinato alla costruzione del Duomo di Monreale.

Una costruzione delineata da un multiforme sincretismo stilistico, come il Duomo di Monreale, oltre a sottolineare un evidente intento di favorire un’armonia politica tra diverse civiltà, rifletteva un profondo risvolto religioso del sovrano normanno, che riuscì a consolidare l’influsso cristiano occidentale, attraverso un proficuo e sereno dialogo con la cultura bizantino-orientale e quella musulmano-araba, a partire dallo stesso anno della sua incoronazione avvenuta nel 1172.
Accanto alla fabbrica del Duomo, circondata da un florido contesto naturale di appartenenza regia iniziarono nello stesso anno, i lavori per la fondazione del palazzo reale , a cui fece seguito, nel 1176, anche l’inizio del cantiere inerente all’adiacente Monastero dei Benedettini .
L’edificazione di tutto il complesso benedettino di Monreale sottende, inoltre, un intento auto celebrativo di Guglielmo II la cui impresa era rivolta a competere, in magnificenza, con la ricostruzione della Cattedrale di Palermo da parte dell’arcivescovo Gualtiero .Tuttavia, entrambi, pur sostenendosi per un consolidamento in Sicilia, della tradizione storica e religiosa latino occidentale, ambivano a finalità diverse. Il re normanno, tramite i mosaici dorati che decorano l’interno del Duomo di Monreale, manifestava l’importanza di un dialogo intimo, tra l’opera e l’osservatore, con i preziosi cicli figurati tratti dalle storie delle Sacre Scritture.
Al contrario, l’arcivescovo di Palermo si soffermò sulla bellezza esteriore della Cattedrale, quale simbolo di potenza dello spirito manifestato per mezzo di un ricco palinsesto di architetture.

Un palinsesto della Storia

Un popolo venuto dal Nord

Caratteristiche dell’architettura religiosa in epoca romanica

Iconografie duecentesche decorano il soffitto ligneo della navata centrale progettato con soluzioni inedite

Un albero pieno di vita

La Bibbia scolpita su pietra

L’impronta del re

La decorazione musiva

Un disegno compositivo che coniuga esempi nordici con nuovi linguaggi artistici, attraverso i secoli

La grande restaurazione

La Cappella di S. Maria Maddalena

Tempus Fugit: un progetto strategico realizzato in un breve periodo

La costruzione della cattedrale di Monreale tra mito e risvolti storici

Il dialogo tra le architetture del complesso monumentale

Uno spazio tra visibile ed invisibile

I mosaici delle absidi

I mosaici del Presbiterio

Le trasformazioni dell’aula attraverso i secoli

Le torri prospicenti la facciata adibite a campanari

Il grande presbiterio: uno spazio unico per la cattedrale

Cefalù: testimonianze insediative attraverso il tempo

La cappella di san Benedetto

Le cattedrali dei Re

Il disegno strategico di Ruggero II

Una commistione di stili pervade le decorazioni pavimentali

L’equilibrio tra architettura e luce

L’inizio del cantiere

Due torri inizialmente simili, variate nel tempo

La madonna Odigitria

I sarcofagi in porfido: regalità e potere

Le torri e la facciata occidentale

Stratificazioni culturali, di diversa origine, decorano le absidi esterne

Le funzioni di culto

Una cappella dall’autore ignoto basata su ripetute simmetrie

Il coro: cuore pulsante della cattedrale

Ricognizione delle tombe reali

La facciata decorata

La paradisiaca “conca d’oro” che abbraccia Palermo: un nome dagli innumerevoli volti attraverso il tempo

Da Moschea a Cattedrale

Ruggero II d’Altavilla: un sovrano protetto da Dio

La cattedrale nei secoli

Il portale marmoreo: un intimo dialogo tra complessi aspetti ornamentali e struttura formale

Sotto le crociere del Bema

Le decorazioni interne

La Bibbia di Pietra

La cappella dei Re

Il chiostro: un luogo tra la terra ed il cielo

La cappella di san Castrense: importante testimonianza rinascimentale

Le colonne della navata centrale: lo studio meticoloso dell’ordine d’insieme

Una architettura religiosa normanna in Sicilia con influenze islamiche

Un chiostro dalle accentuate varietà stilistiche

Le modifiche architettoniche della fabbrica del Duomo dopo la morte di Ruggero II e le trasformazioni del chiostro

Giardini ed architetture come sfondo alla città di Palermo

La città medievale tra monachesimo ed aristocrazia feudale

Una nuova cattedrale

La quadratura del cerchio

La Cattedrale di Gualtiero

I legami degli Altavilla con gli ordini monastici in Sicilia

Elementi artistici nella nave di Pietro

Il cimitero dei re

L’area del Santuario

Oltre l’armonia delle proporzioni

Un soffitto mirabile

Il portico meridionale

Una controversa interpretazione

La cappella perduta

Dalla porta maggiore alle navate: l’invito ad un percorso di fede

Il plasticismo del portico principale e la monumentale porta bronzea di bonanno pisano

Una polisemia di forme e contenuti ad alto livello artistico

L’Ecclesia munita

Le navate laterali

Palermo felicissima urbe

La cappella ritrovata

Il portico laterale: un insieme di eleganza e leggerezza delle forme

Temi biblici animati dalla luce sfolgorante delle vetrate che si affacciano sulle navate

Il substrato culturale attraverso il tempo

Il progetto originario

Le trasformazioni nei secoli

La cattedrale di Cefalù: un cantiere in mutamento tra slancio di fede e controllo sul territorio

La cappella del crocifisso: uno scrigno d’arte creato su modello precedente

La navata più lunga

Gli spazi liturgici della Protesis e del Diaconicon