L'interno
La chiesa di santa Maria dell'ammiraglio

I sensi raccontano l’interno

vista
Un gioco di luci illumina e fa splendere i mosaici

La chiesa è suddivisa in nove campate, contraddistinte da quattro colonne che formano al centro uno spazio quadrato e reggono la cupola. L’illuminazione interna, che crea un ricco gioco di luci con la decorazione musiva del pavimento, delle volte e del Santuario, è fornita dalle otto finestre della cupola e dalle finestre, ad arco ogivale, poste nelle campate laterali e nelle absidi, che hanno una maggiore ampiezza nei bracci della croce, rispetto a quelle dei quattro angoli. La luce penetra e si staglia sui mosaici che, ascrivibili a maestranze bizantine, ricoprono gran parte delle pareti e delle volte.

olfatto
Un intenso profumo di incenso si propaga per la chiesa

Tutto l’ambiente sacro, rialzato di 26 centimetri, era separato dal resto della chiesa dall’iconostasi, una recinzione, tipica del culto greco, composta da lastre in marmo e allineata alle colonne. Da questo spazio nascosto un profumo intenso di incenso si propaga e raggiunge ogni angolo della chiesa.

tatto
Forme, colori e geometrie della pavimentazione

Le tessere della pavimentazione della Martorana hanno colori intensi e la freddezza durevole del marmo. La pavimentazione della Martorana si compone di undici pannelli in opus sectile, decorati a quinconce e con motivi di matrice geometrica. Tutto il pavimento è in marmo bianco, porfido, serpentino e giallo antico e si distingue per la forte adesione al naturalismo tipico dell’area bizantina, ripreso dalle tecniche cosmatesche e poi siciliane.

 

udito
Una dolce melodia

La melodia dei Canti basiliani accoglie il fedele che, già nel nartece, incontra i due pannelli musivi con le scene che rappresentano l’ammiraglio Giorgio D’Antiochia, inginocchiato davanti la Madonna e Ruggero II incoronato direttamente dalle mani di Cristo. Il suono e il ritmo diventano più intensi e veloci: attraverso il canto la preghiera raggiunge direttamente Dio  e allieta gli animi dei fedeli che, con le mani giunte, osservano il grandioso Cristo Pantocratore della cupola.

L’oro e la luce: lo splendore dei mosaici della Cappella Reale

Un edificio costruito in un breve spazio di tempo

La pavimentazione: forme, motivi e iconografia

Il Cassaro

L’interno barocco

I mosaici delle navate

L’esterno barocco

I sensi raccontano l’archittetura

La splendida Zisa e il suo giardino: solacium regi tra suoni, colori e profumi

I sensi raccontano la Zisa nei secoli

I sensi raccontano il contesto storico la martorana

Forme e colori del soffitto ligneo

I mosaici del transetto e delle absidi

L’involucro architettonico: la pianta a croce greca orientata verso la luce

Il palazzo ritrovato

I restauri

Lo spazio architettonico

Il Palazzo che fu dei re

Il parco del Genoardo, il giardino dei piaceri e della meraviglia

Dal terremoto al crollo

Il ciclo musivo, un cammino ascendente verso la luce

La conquista normanna della Sicilia e la nascita di un nuovo regno latino

Intrecci di saperi nella Palermo normanna

Dall’oblio al recupero della memoria

I sensi raccontano l’architettura e le decorazioni

L’antico convento della Martorana, storia di devozione e tradizione

Un crescendo architettonico

Le decorazioni del campanile

La dedica dell’Ammiraglio

Il ritorno dell’acqua

I sensi raccontano i restauri

Il soglio reale

I sensi raccontano il ciclo musivo

Le decorazioni

La nascita del regno normanno

I loca solatiorum: dimore per lo svago, il benessere e la caccia

La veste architettonica e le trasformazioni nel tempo

I sensi raccontano l’architettura esterna e l’impianto originario

La cappella di San Pietro nel Real Palazzo

Il pavimento in opus sectile della Cappella Palatina

I sensi raccontano l’interno

I sensi raccontano il contesto storico Zisa

I sensi raccontano la pavimentazione

I sensi raccontano la decorazione barocca

I sensi raccontano il soffitto

Il tetto del Paradiso: una delle opere più rappresentative dell’arte medievale

L’interno della chiesa

I sensi raccontano il contesto storico

Stili diversi e trasformazioni, per una “delle più belle costruzioni che si possono vedere”