Intrecci di saperi nella Palermo normanna

Introduzione al Percorso


Il regno normanno di Sicilia nasce con l’incoronazione di Ruggero II d’Altavilla, il 25 dicembre 1130 nella città di Palermo. Il sovrano, re di Sicilia, Puglia, Calabria e Capua, rafforzò l’autorità regia, garantì un periodo di pace e prosperità e promosse la cultura, l’arte e l’architettura. Il suo regno, sicuramente illuminato, fu un connubio di culture diverse: araba, latina, greca, bizantina. Subito dopo l’incoronazione, nel 1131, il sovrano promosse l’edificazione del Duomo di Cefalù, la ristrutturazione di Palazzo Reale, antica sede dell’Emiro, e la costruzione della Cappella Palatina. L’interesse per la cultura, la filosofia, le scienze, continuarono ancora con il regno dei successori Guglielmo I e Guglielmo II. In pochi anni la città di Palermo si arricchì di nuove costruzioni, come l’affascinante Zisa.
Il percorso si snoda attraverso luoghi simbolo di intrecci di saperi nella Palermo arabo normanna: la Cappella Palatina, la chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, detta la Martorana, e la Zisa. Ogni percorso, suddiviso in più tappe, approfondisce, su diversi livelli le costruzioni dal punto di vista architettonico e artistico, senza tralasciare il contesto storico, sociale, filosofico e culturale.
La Cappella Palatina, si trova all’interno del Palazzo Reale di Palermo. Voluta da re Ruggero II, la sua costruzione iniziò nel 1130 per poi essere consacrata il 28 aprile 1140 come cappella privata del sovrano e della famiglia reale. La chiesa, con impianto centrale e a tre navate, si distingue per il ciclo musivo, di stile bizantineggiante, opera di artisti bizantini e siciliani che ricopre tutto il perimetro murario della chiesa con storie tratte dall’Antico e dal Nuovo Testamento, rappresentazioni di Santi, Angeli, Arcangeli, Profeti, Evangelisti, Apostoli, Patriarchi e il maestoso Cristo Pantocratore. La commistione di stili e culture, tipici del periodo normanno, si riscontra anche nella decorazione del soffitto, con i tipici muqarnas di dichiarata matrice islamica.
La chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, detta la Martorana, fu edificata per volere dell’ammiraglio di Ruggero II, Giorgio di Antiochia, intorno al 1140.
Vista la commistione di stili che caratterizza sia l’esterno che l’interno della chiesa, si presume che vi lavorarono diverse maestranze, sia bizantine che locali, almeno fino al 1185, quando furono ultimati il nartece e il campanile. Ispirato alla ricchezza e allo sfarzo della Cappella Palatina, il ciclo musivo di Santa Maria dell’Ammiraglio è minuziosamente studiato sia dal punto di vista estetico e simbolico che ideologico. Al centro della chiesa, si erge la cupola, di tipo bizantino ortodosso di ascendenza siriana, su un alto tamburo ottagonale, con nicchie angolari cilindriche, impreziosite da ghiere concentriche.
La Zisa, dall’arabo la splendida, si trova oggi in una zona residuale di quello che era il grandioso parco del Genoardo. La costruzione del palazzo iniziò con Guglielmo I e fu portata a termine dal successore Guglielmo II, anche se l’impianto è di tipica matrice islamica. La Zisa era un padiglione regio, uno dei loca solatiorum che abbellivano il parco reale. Espressione di maestranze di diversa cultura è il fastoso ambiente di rappresentanza, chiamato “la sala della fontana”. La sala, realizzata secondo il modello iwan di tipo islamico, è proiettata verso l’esterno, in ideale collegamento con il Parco circostante, in asse col portale principale in una posizione di predominanza rispetto agli altri ambienti. L’interno della sala ha forma cruciforme con ampie nicchie decorate e voltate con muqarnas. In tutta la sala sono presenti decorazioni musive e tarsie marmoree in opus sectile e colonnine con capitelli di ascendenza islamica. Nella parete opposta all’ingresso è collocata la fontana, da cui sgorgava l’acqua, che fluiva sopra una lastra decorata e, attraverso un canale, andava a riversarsi nella grandiosa peschiera esterna.

I sensi raccontano l’archittetura

L’oro e la luce: lo splendore dei mosaici della Cappella Reale

Il palazzo ritrovato

L’interno barocco

Forme e colori del soffitto ligneo

Dall’oblio al recupero della memoria

Stili diversi e trasformazioni, per una “delle più belle costruzioni che si possono vedere”

I sensi raccontano l’interno

Lo spazio architettonico

Le decorazioni del campanile

I sensi raccontano il contesto storico Zisa

I restauri

La cappella di San Pietro nel Real Palazzo

Il ritorno dell’acqua

Il pavimento in opus sectile della Cappella Palatina

Un crescendo architettonico

L’esterno barocco

I sensi raccontano l’architettura e le decorazioni

La conquista normanna della Sicilia e la nascita di un nuovo regno latino

I sensi raccontano il contesto storico

I sensi raccontano il contesto storico la martorana

La veste architettonica e le trasformazioni nel tempo

I sensi raccontano il ciclo musivo

L’interno della chiesa

L’involucro architettonico: la pianta a croce greca orientata verso la luce

La dedica dell’Ammiraglio

Il parco del Genoardo, il giardino dei piaceri e della meraviglia

I mosaici delle navate

La splendida Zisa e il suo giardino: solacium regi tra suoni, colori e profumi

Un edificio costruito in un breve spazio di tempo

I sensi raccontano l’architettura esterna e l’impianto originario

Le decorazioni

Dal terremoto al crollo

La nascita del regno normanno

Il Palazzo che fu dei re

I sensi raccontano i restauri

I mosaici del transetto e delle absidi

Il Cassaro

Il soglio reale

L’antico convento della Martorana, storia di devozione e tradizione

Intrecci di saperi nella Palermo normanna

I sensi raccontano il soffitto

I loca solatiorum: dimore per lo svago, il benessere e la caccia

I sensi raccontano la pavimentazione

La pavimentazione: forme, motivi e iconografia

Il ciclo musivo, un cammino ascendente verso la luce

I sensi raccontano la Zisa nei secoli

I sensi raccontano la decorazione barocca

Il tetto del Paradiso: una delle opere più rappresentative dell’arte medievale