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I criteri per l’inserimento dell’area archeologica di Agrigento nella WHL

Con Valle dei Templi si intende l’area che comprende la città antica di Agrigento, fondata nel 580 a.C. da coloni rodio-cretesi di Gela, e divenuta, in meno di un secolo, una potenza conosciuta per il fiorire delle arti e delle scienze.
La riscoperta di questo sito risale alla fine del Settecento e l’integrità dei suoi monumenti – iconici sono i templi dorici che si stagliano sul versante meridionale rivolto al mare – l’ha portata ad essere inserita all’interno della World Heritage List nel 1997.
Agrigento ha un posto speciale tra i siti classici nella storia del mondo antico a causa del modo in cui è stato conservato il suo sito originale, tipico degli insediamenti coloniali greci, così come i sostanziali resti di un gruppo di edifici di un periodo iniziale che non furono sovrastati da strutture successive o convertiti per soddisfare gusti e culti successivi.

Criteri adottati per il riconoscimento UNESCO
Primo criterio: la grande fila di templi dorici è uno dei monumenti più importanti dell’arte e della cultura greca.
Secondo criterio: l’area archeologica di Agrigento mostra un importante scambio di valori umani, essendo senza dubbio una delle principali città della regione mediterranea con la sua eccezionale evidenza di influenza greca.
Terzo criterio: una delle più grandi città dell’antica regione mediterranea, Agrigento è una straordinaria testimonianza della civiltà greca nelle sue condizioni eccezionalmente conservate.
Quarto criterio: i templi nell’area esemplificano l’architettura greca e sono considerati tra le rappresentazioni più straordinarie dell’architettura dorica al mondo.
Infatti, mentre si passeggia al suo interno, si respira ancora l’antico splendore di una delle più importanti città della Sicilia.
I monumentali templi del sito, che godono di uno stato di conservazione eccezionale, contribuiscono a rendere ancora più realistica l’immagine di potenza che dovette caratterizzare lo sviluppo della città dalla sua fondazione fino all’età bizantina.
Lo scenario naturale di incredibile bellezza in cui è inserito il sito è inoltre un peculiare esempio di processi biologici ed ecologici in evoluzione: da qui la necessità di istituire il Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi.FOTO PANORAMICA DEL SITO ARCHEOLOGICO

Le giustificazioni che hanno portato all’iscrizione
Agrigento è stata una delle più grandi e importanti città del Mediterraneo antico.
Le sue rovine archeologiche, conservatesi nel tempo in condizioni di eccezionale integrità, permettono di leggerne la storia e l’evoluzione a partire dalla sua fondazione nel VI secolo a.C. fino al suo parziale spopolamento e impoverimento avvenuto intorno al VII secolo d.C.
Fondamentali per l’espansione e la prosperità di Akragas, questo l’antico nome della città fondata da coloni di Gela provenienti da Creta e Rodi, furono i regni di due tiranni, Falaride e Terone.
Durante l’egemonia di Falaride (570-555 a.C.) furono costruite delle mura difensive che sfruttarono ingegnosamente la topografia del terreno e favorirono l’espansionismo politico il cui apice venne raggiunto con la tirannia di Terone (488-473 a.C.).
La vittoria nella battaglia di Himera del 480 a.C. portò alla città ingenti ricchezze e disponibilità di manodopera dando vita alla monumentalizzazione dei luoghi pubblici con la costruzione di acquedotti e, soprattutto, dei templi dorici che si stagliano ancora, in sequenza, sul versante meridionale della collina: i più maestosi sono quelli di Giove, della Concordia e di Giunone.
Nel 406 a.C. la città venne assediata e saccheggiata dai Cartaginesi, e da quel momento fino al 210 a.C., anno in cui passò ufficialmente sotto il dominio dei romani, allora impegnati nelle guerre puniche, faticò a ritrovare il suo antico splendore e divenne un premio conteso tra romani e cartaginesi.
Nel periodo romano, Agrigentum ebbe un nuovo momento di splendore: durante i primi anni dell’Impero, era l’unico emporion attivo sulla costa meridionale della Sicilia.
Questo favorì il già fiorente commercio dello zolfo, che determinò una nuova epoca di benessere testimoniata dal rinvenimento, nelle domus della città, di oggetti sfarzosi e pregiati mosaici.
La città di Agrigento, nella tarda antichità e nell’età bizantina, grazie all’ascesa del Cristianesimo, divenne sede di diocesi, nonostante il generale declino dell’Impero Romano d’Occidente e il conseguente graduale spopolamento e impoverimento che ne determinò la contrazione dell’abitato.
Uno dei suoi vescovi, Gregorio, contemporaneo del papa Gregorio Magno, ebbe l’incarico di trasformare il Tempio della Concordia nella prima cattedrale di Agrigento.

Teróne, tiranno delle arti e delle vittorie

Akragas, la più bella città dei mortali

Le Guerre puniche e la conquista definitiva di Akragas

La necròpoli romana

L’eroe delle dodici fatiche

Il Tempio di Demetra

I centri benessere dei romani

Il sarcofago del Fanciullo

Mens sana in corpore sano: il gymnasium di Agrigento

I sacrifici per le dee che rendono fertili i campi

Il forum nella città degli akragantini

Il motore del benessere di Agrigentum

I giardini della Kolymbèthra

I criteri per l’inserimento dell’area archeologica di Agrigento nella WHL

I giardini della Kolymbèthra

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Le domus, custodi della vita privata

Il quartiere ellenistico-romano

Dai culti pagani ai culti cristiani: la Chiesa di San Gregorio e il cimitero cristiano, la via dei sepolcri

I misteri eleusini

Il Tempio della Concordia

Il teatro delle origini

Una scoperta eccezionale: le terme di Agrigentum

La tomba di Teróne

Il Tempio di Èracle

Gli affari dei romani

La vita dei ragazzi in età romana

I romani si stabiliscono ad Agrigentum

Il racconto di Cicerone: Agrigentum nelle Verrine

La più bella città dei mortali

La vegetazione dei Giardini

L’Oratorio di Falàride

Gli dei di Agrigento

Il Santuario di Asclépio: un luogo di accoglienza per i malati

Il culto dell’Imperatore

Il rinforzo dei bastioni naturali

Il centro della politica ad Agrigentum

Un monumento per la vittoria su Cartagine: il tempio di Zeus Olimpio

Il museo vivente del Mandorlo

Benvenuti ad Agrigentum

Lavori per le muse: i mosaici del quartiere ellenistico-romano

Empedocle, il politico filosofo

Il culto di Demetra e Persefone

Le mura di Akragas nel V sec a.C.

Falàride, il terribile tiranno

Un Santuario per gli dei latini

Il primo insediamento: la fondazione di Akragas

Akragas alle origini

Momenti di svago: il teatro

Il Tempio di Giunone

Il museo vivente del Mandorlo

Da Akragas ad Agrigentum

Il santuario delle divinità Ctonie

Le vivaci decorazioni del tempio

Retaggi ellenistici per le strade di Agrigentum

Akragas, città della bellezza

Il Tempio di Asclépio

La vegetazione dei Giardini

Respirare insieme il patrimonio dell’umanità