Duomo di Cefalù
Il Contesto 1

Cefalù: testimonianze insediative attraverso il tempo

Occorre, tornare a ritroso nel tempo, al V – IV secolo a.C, per risalire all’originaria città – fortezza circondata dalla distesa marina e inglobata tra possenti mura poste su una rocca, che tutt’oggi delimitano il perimetro di quello che era un avamposto militare, denominato phrourion di Kephaloidion .
Grazie ad indagini archeologiche che hanno dato un valido contributo rispetto alle esigue fonti letterarie antiche, è stato possibile ricomporre la storia degli insediamenti, a partire da quello sicano fenicio che, in epoca romana, divenne città decumana .
A dare riscontro ad una citazione di Diodoro Siculo , risalente al 396 a.C., alcuni saggi stratigrafici hanno individuato resti di un impianto ellenistico romano celati da strutture di epoca medievale, sovrapposte, a loro volta, ad una trama urbana regolare e a scacchiera detta ippodamea . La cinta fortificata costituita da un paramento megalitico a grandi blocchi, riconducibile al V sec a.C, e posta lungo la scogliera, avvolgeva la città su quattro lati, inglobando torrette distinguibili fin dalla costa.
Una preziosa testimonianza scritta nella prima metà del XVII secolo, riportata dall’erudito Cefalùdese Benedetto Passafiume , descrive le architetture inserite nella cinta muraria, ancora distinguibili in età moderna, come le quattro porte e le postierle, piccole aperture nascoste e lontane dalle entrate principali, destinate a passaggi di emergenza.
Tale fu l’importanza assunta da Cefalù attraverso i secoli, che durante il 700 d.C, divenne sede vescovile, mantenendo l’episcopato anche dopo i primi anni della conquista araba.
Di questo periodo di dominazione, durato circa due secoli, non si sono conservate significanti testimonianze, se non in alcune zone della città, in vicoli e quartieri situati a nord di corso Ruggero.
La conquista normanna del 1063, ad opera del Gran Conte Ruggero d’Altavilla , pose le basi per una rinascita politica e culturale della città, condotta dal suo successore Ruggero II .
Il re normanno, durante il suo regno, diede avvio ad una serie di privilegi concessi alla Chiesa e ai sudditi e ad azioni riconducibili ad un rinnovamento organico del territorio, ancora tangibile in età moderna.

La madonna Odigitria

Un chiostro dalle accentuate varietà stilistiche

La costruzione della cattedrale di Monreale tra mito e risvolti storici

La paradisiaca “conca d’oro” che abbraccia Palermo: un nome dagli innumerevoli volti attraverso il tempo

La Bibbia scolpita su pietra

Il plasticismo del portico principale e la monumentale porta bronzea di bonanno pisano

La decorazione musiva

Sotto le crociere del Bema

L’inizio del cantiere

Un albero pieno di vita

Uno spazio tra visibile ed invisibile

Il chiostro: un luogo tra la terra ed il cielo

Due torri inizialmente simili, variate nel tempo

Una nuova cattedrale

I mosaici delle absidi

La Cappella di S. Maria Maddalena

La cappella di san Benedetto

Iconografie duecentesche decorano il soffitto ligneo della navata centrale progettato con soluzioni inedite

I mosaici del Presbiterio

Cefalù: testimonianze insediative attraverso il tempo

La quadratura del cerchio

Elementi artistici nella nave di Pietro

Le navate laterali

La facciata decorata

Le trasformazioni dell’aula attraverso i secoli

Un disegno compositivo che coniuga esempi nordici con nuovi linguaggi artistici, attraverso i secoli

Una architettura religiosa normanna in Sicilia con influenze islamiche

Tempus Fugit: un progetto strategico realizzato in un breve periodo

Un soffitto mirabile

Temi biblici animati dalla luce sfolgorante delle vetrate che si affacciano sulle navate

Le colonne della navata centrale: lo studio meticoloso dell’ordine d’insieme

Le cattedrali dei Re

Stratificazioni culturali, di diversa origine, decorano le absidi esterne

Da Moschea a Cattedrale

Il portale marmoreo: un intimo dialogo tra complessi aspetti ornamentali e struttura formale

Il cimitero dei re

Il progetto originario

Giardini ed architetture come sfondo alla città di Palermo

La cappella perduta

Il coro: cuore pulsante della cattedrale

La cappella del crocifisso: uno scrigno d’arte creato su modello precedente

La cattedrale di Cefalù: un cantiere in mutamento tra slancio di fede e controllo sul territorio

Il dialogo tra le architetture del complesso monumentale

Ruggero II d’Altavilla: un sovrano protetto da Dio

Una cappella dall’autore ignoto basata su ripetute simmetrie

Le torri e la facciata occidentale

L’equilibrio tra architettura e luce

Il portico meridionale

La cappella di san Castrense: importante testimonianza rinascimentale

L’impronta del re

Il substrato culturale attraverso il tempo

La Cattedrale di Gualtiero

La città medievale tra monachesimo ed aristocrazia feudale

Le funzioni di culto

Il grande presbiterio: uno spazio unico per la cattedrale

L’Ecclesia munita

I legami degli Altavilla con gli ordini monastici in Sicilia

La cappella ritrovata

Una polisemia di forme e contenuti ad alto livello artistico

Caratteristiche dell’architettura religiosa in epoca romanica

Le modifiche architettoniche della fabbrica del Duomo dopo la morte di Ruggero II e le trasformazioni del chiostro

La grande restaurazione

La cappella dei Re

Un popolo venuto dal Nord

Le torri prospicenti la facciata adibite a campanari

Dalla porta maggiore alle navate: l’invito ad un percorso di fede

Le decorazioni interne

Gli spazi liturgici della Protesis e del Diaconicon

L’area del Santuario

Palermo felicissima urbe

Il portico laterale: un insieme di eleganza e leggerezza delle forme

La cattedrale nei secoli

Le trasformazioni nei secoli

I sarcofagi in porfido: regalità e potere

Il disegno strategico di Ruggero II

Un palinsesto della Storia

La navata più lunga

Una controversa interpretazione

Una commistione di stili pervade le decorazioni pavimentali

Oltre l’armonia delle proporzioni

Ricognizione delle tombe reali

La Bibbia di Pietra