Vulcano

Vulcano, il più famoso vulcano del mondo

L’isola di Vulcano è un perfetto esempio di come la natura, attraverso i vulcani, possa creare tante forme e colori molto diversi e li possa mettere insieme in un’unica isola.
È tra le isole più giovani delle Eolie. Non bisogna pensare che sia giovane come Stromboli, la cui ultima eruzione è avvenuta solo 10 minuti fa! L’attività vulcanica in questa isola è iniziata “solo” 127.000 anni fa: sembra tantissimo tempo fa, ma in realtà per un vulcano sono veramente pochi anni di vita.

Il Gran Cratere de La Fossa
Il Gran Cratere de La Fossa è al centro dell’immagine, al di sotto di un cielo azzurro. In primo piano, in basso, vi è la piana alberata e semi-circolare del penisolotto di Vulcanello. Esso è collegato al resto dell’isola con un istmo di sabbia, che appare nella posizione verticale centrale e a destra della foto, con il mare che sfiora entrambi i lati. Al di sopra si scorgono le case del porto di Vulcano. Il Gran Cratere de La Fossa, quasi fino alla cima, è ricoperto da piccoli arbusti che lo rendono di colore verde, mentre la sua sommità circolare, essendo un cratere, è di colore giallo ocra. Sullo sfondo si vede la parte meridionale dell’isola di Vulcano.

Questo “breve” periodo ha dato luogo alla formazione di diversi edifici vulcanici, che si sono pian piano sovrapposti l’uno all’altro spostandosi verso nord. Una delle caratteristiche principali di Vulcano è la formazione, alla fine di ogni ciclo di vita di un edificio vulcanico, di caldere di collasso . L’attività vulcanica al di sopra del livello del mare è iniziata nella parte sud dell’isola, tra i paesini di Piano e di Gelso: il collasso di questo edificio vulcanico ha portato alla formazione della Caldera del Piano, che ha modificato profondamente la forma dell’isola.
Circa 78.000 anni fa, l’attività eruttiva si è spostata verso nord, nella zona dove oggi è presente il cono di La Fossa, con la formazione di diversi piccoli centri eruttivi. Infine, circa 8.000 anni fa, ha cominciato a formarsi l’attuale cono de La Fossa, con una serie di eruzioni di tipo vulcaniano, spesso accompagnate da piccole colate laviche. Questa intensa attività vulcanica, unità alla sempre presente attività fumarolica al Gran Cratere de La Fossa, ha alimentato il mito di Efesto durante l’epoca Greca e Romana, e di molte altre leggende nei secoli successivi.
L’ ultima eruzione è del 1888-90, caratterizzata anch’essa da eruzioni di tipo vulcaniano: questa è stata una delle prime eruzioni al mondo ad essere osservata e studiata in prima persona, dallo scienziato Giuseppe Mercalli. Egli, insieme al vulcanologo Etneo Orazio Silvestri, studiò i meccanismi eruttivi e le caratteristiche chimico-fisiche dei magmi di Vulcano.

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