Lipari

Lipari al centro della storia del Mediterraneo

Si narra che la città di Lipari sia stata costruita prima della guerra di Troia, da Liparo.
La popolazione dell’isola può definirsi, a partire dall’età neolitica fino al III millennio a.C., variegata e, oseremmo dire, multietnica, dal momento che era popolata da gruppi provenienti dalla Sicilia, Grecia, Campania e zone limitrofe.
I primi insediamenti umani nelle isole Eolie risalgono al V millennio a.C., quando popolazioni provenienti dalla Sicilia vennero attratte dalla presenza di grandi quantità di ossidiana .
L’apice del commercio è riconducibile al Neolitico superiore, quando Lipari divenne uno degli insediamenti più popolosi del Mediterraneo.
Il risveglio economico e le attività di scambio commerciale favorirono di certo contatti con popoli nuovi, si ricordano infatti i regolari contatti avuti con la Grecia Micenea. Fu da qui che le isole trassero il loro nome di “Isole Eolie”, dalle popolazioni greco-micenee di stirpe eolica, dalle leggende riportate sul mitico re Eolo , signore dei venti, citato nella magna opera di Omero, l’Odissea.
In concomitanza con la cinquantesima Olimpiade (fine del VI secolo a.C.), le Eolie furono colonizzate da greci di stirpe Dorica, a seguito di una grave sconfitta a Marsala da parte degli Elimi. Questi popoli sbarcati alle Eolie, nel tentativo di difendersi dalle offensive di pirati fenici ed etruschi, formarono una possente flotta in grado di sconfiggere e depredare i nemici.
Nei primi anni del IV secolo a.C. Lipari fu occupata dai cartaginesi che fecero dell’isola una delle loro migliori stazioni navali, grazie agli ottimi porti e alla posizione strategica di cui godeva. Allo scoppio della prima guerra punica, 264 a. C., Lipari si alleò con i Cartaginesi, subì ripetuti attacchi dalla flotta romana. In occasione della guerra civile, Lipari venne conquistata tra il 37 e 36 a.C. da Ottaviano contro Sesto Pompeo, ed i partigiani di Pompeo vennero esiliati in Campania.
L’isola riprese a prosperare ed entrò nell’orbita di Siracusa e poi di Roma che valorizzò Lipari anche come stazione termale. Dopo la parentesi romana, Lipari fu, probabilmente, sede vescovile e meta di eremiti in cerca di rifugi sotto la dominazione bizantina. Parallelamente agli enormi disagi causati dalle eruzioni, Lipari dovette fronteggiare le invasioni arabe che, nell’839 a.C., rasero al suolo l’isola, costringendo la popolazione ad un’esistenza di schiavitù.
Dopo il lungo ed oscuro periodo della dominazione araba e bizantina, Lipari conobbe di nuovo un periodo aureo grazie alla dominazione normanna che ripopolò l’isola e ne fortificò il Castello.
Lipari, sotto i vessilli del Gran Conte Ruggero, venne restituita alla fede cristiana con la fondazione, nel 1083, di un monastero benedettino dedicato a S. Bartolomeo, tutt’oggi in ottimo stato di conservazione. Nel 1091, con un decreto di Papa Urbano II, le isole divennero feudo del monastero.
La tranquillità tanto desiderata e ricercata venne meno, nel 1544, quando il pirata Barbarossa, alleatosi con i francesi, e con una flotta di 150 navi, sferrò un duro colpo bruciando le case, la cattedrale e costringendo in schiavitù l’intera popolazione che, all’epoca, contava circa 8000 unità.
Il grande sgomento di Carlo V, sovrano di Napoli, lo indusse a costruire una più imponente cinta muraria, e favorì il ripopolamento mediante esenzioni fiscali.
Nonostante l’impegno del sovrano di Napoli, la preoccupazione da parte degli abitanti per le numerose incursioni durò fino alla scomparsa della pirateria turca intorno al 1700.

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