Lipari

Lipari al centro della storia del Mediterraneo

Si narra che la città di Lipari sia stata costruita prima della guerra di Troia, da Liparo.
I primi insediamenti umani nelle isole Eolie risalgono a 5000 anni fa, quando popolazioni provenienti dalla Sicilia vennero attratte dalla presenza di grandi quantità di ossidiana .
L’apice del commercio è stato per Lipari quando la vendita dell’ossidiana assume dei caratteri di estrema importanza economica per tutto il Mar Mediterraneo: in questo periodo (Neolitico superiore) Lipari divenne uno degli insediamenti più popolosi del Mediterraneo.
Il risveglio economico e le attività di scambio commerciale hanno portato al contatto con i Greci circa 2600 anni fa: fu da qui che le isole trassero il loro nome di “Isole Eolie”, dalle popolazioni greco-micenee di stirpe eolica, dalle leggende riportate sul mitico re Eolo , signore dei venti, citato nella magna opera di Omero, l’Odissea.
Circa 2400 anni fa Lipari fu occupata dai cartaginesi, che fecero dell’isola una delle loro migliori stazioni navali, grazie agli ottimi porti e alla posizione strategica di cui godeva. Allo scoppio della prima guerra punica Lipari si alleò con i Cartaginesi e subì ripetuti attacchi dalla flotta romana.
Fu sconfitta dai romani nel 252 a.C., ad opera del console Caio Aurelio.
Lipari venne quindi conquistata tra il 37 e 36 a.C. da Ottaviano contro Sesto Pompeo, ed i partigiani di Pompeo vennero esiliati in Campania. L’isola riprese a prosperare ed entrò nell’orbita di Siracusa e poi di Roma che valorizzò Lipari anche come stazione termale .
Dopo la parentesi romana, Lipari fu, probabilmente, sede vescovile e meta di eremiti in cerca di rifugi sotto la dominazione bizantina.
Parallelamente agli enormi disagi causati dalle eruzioni, Lipari dovette fronteggiare le invasioni arabe che, nell’839, rasero al suolo l’isola, costringendo la popolazione alla schiavitù.
Dopo il lungo ed oscuro periodo, causato dalla dominazione araba e bizantina, Lipari conobbe di nuovo un periodo aureo grazie alla dominazione normanna che ripopolò l’isola e ne fortificò il Castello.
Lipari, sotto i vessilli del Gran Conte Ruggero, venne restituita alla fede cristiana con la fondazione, nel 1083, di un monastero benedettino dedicato a S. Bartolomeo, tutt’oggi in ottimo stato di conservazione. La tranquillità tanto desiderata e ricercata venne meno, nel 1544, quando il pirata Barbarossa che, alleatosi con i francesi e con una flotta di 150 navi, sferrò un duro colpo bruciando le case, la cattedrale e costringendo in schiavitù l’intera popolazione che, all’epoca, contava circa 8000 unità. Il grande sgomento di Carlo V, sovrano di Napoli, lo indusse a costruire una più imponente cinta muraria, e favorì il ripopolamento mediante esenzioni fiscali.
Nonostante l’impegno del sovrano di Napoli, la preoccupazione da parte degli abitanti per le numerose incursioni durò fino alla scomparsa della pirateria turca intorno al 1700.

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