Luogo di incontro di mari e civiltà

Introduzione al percorso


Luogo di incontri, di scambi, di commercio, l’agorà era cuore pulsante della città antica, lo spazio vivace in cui si identifica metaforicamente, in questo percorso,  Siracusa.
Un sito unico nel suo genere, da sempre crocevia di popoli grazie alla ricchezza e alla varietà del suo territorio, oltre che alla sua posizione strategica nel Mar Mediterraneo.
I popoli e le culture che hanno attraversato la Sicilia nel corso dei secoli, si riuniscono a Siracusa in una sintesi eccezionale: dai Siculi ai Greci, dai Romani ai Musulmani, alle comunità ebraiche, fino ad arrivare ai sovrani spagnoli, che scelsero questa città come dimora reale. Le loro vicende sono documentate e impresse nella pietra, nelle vestigia degli edifici che ancora adesso appaiono come preziosi libri da sfogliare, a disposizione di chi già conosce o è curioso di scoprirne il racconto.
Siracusa vibra oggi in una fitta trama di strade principali e secondarie, monumenti e sfarzosi palazzi barocchi, vicoli medievali e atmosfere arabe. In questo labirinto risuona ancora l’eco dell’antica grandezza che l’ha resa un luogo mitico, che in ogni angolo scivola nel passato e tramanda il ricordo attraverso le tracce del passaggio di molteplici civiltà.
Entrare nel cuore di Siracusa vuol dire compiere un “viaggio nella memoria” per apprendere, attraverso la conoscenza delle tappe emblematiche, l’unicità di un sito storico che ancora oggi possiamo “vivere”, divenendo protagonisti, in prima persona, della sua scoperta.
La sintesi di questa narrazione è rappresentata proprio dall’isola di Ortigia, il cuore di Siracusa, cresciuta nel seno di continue stratificazioni di stili e architetture.
Persino il suo assetto urbanistico permette di osservare dall’alto ciò che diventa evidente camminando al suo interno: su un intreccio di strade lineari di matrice greca, si delineano culture successive, forme curvilinee e deviazioni che hanno generato un continuum lungo le sottili, quasi invisibili, linee di confine che separano una dominazione dall’altra, come un impercettibile diaframma.
La prima tappa del percorso è la necròpoli rupestre di Pantalica.
L’insediamento di Pantalica, vera e propria fortezza naturale, si sviluppa su uno sperone roccioso dove confluiscono le profonde valli del Fiume Ànapo e del Calcinara. La cultura che prende il nome da questo sito visse una lunga evoluzione. È possibile infatti distinguere quattro periodi, tre dei quali (dal 1250 al 730 a.C.) sono anteriori alla fondazione delle prime colonie greche sulle coste dell’isola, mentre il quarto corrisponde al momento in cui la cultura indigena viene a contatto con quella dei nuovi coloni greci. Il sito tornò a essere abitato nel corso dell’VIII e del IX secolo d.C., in periodo bizantino, quando la popolazione, a causa delle scorrerie dei popoli islamici, vi si rifugiò, sfruttando e ampliando le grotte delle antiche necròpoli. A questo periodo risalgono i resti di tre villaggi trogloditici, di tre oratori rupestri e del nome stesso “Pantalica” (da Buntarigah, che significa “grotte”).
La seconda tappa è Ortigia, primo approdo dei coloni corinzi e cuore pulsante dell’antica pòlis greca. Grazie alla sovrapposizione di stili e architetture, la piazza del Duomo è la sintesi di un racconto che, dalla preistoria, continua ininterrotto sino ai nostri giorni. Dalle capanne preistoriche, all’acropoli della città greca, attraversando il medioevo e il rinascimento, sino alla fastosa ricostruzione barocca successiva al terremoto, questo luogo è lo spazio rappresentativo del potere spirituale e temporale.
La terza tappa è la Neàpolis. Nel 70 a.C., Cicerone (Verrine II 4, 117-119) descrive Siracusa come un’area suddivisa in quattro città piuttosto che quartieri: Ortigia, Achradina, Teche e Neàpolis.
Quest’ultimo toponimo, che nell’antica città greca indicava l’area di più recente sviluppo, è oggi noto nel mondo come parco archeologico che conserva preziose vestigia di popoli differenti: il teatro, progettato da Damokopos e scavato nella bianca roccia calcarea, che ha ospitato i drammi di Èschilo; il basamento dell’altare sacrificale realizzato da Ieróne II; l’anfiteatro romano, l’orecchio di Dionìsio e le grandiose latomìe sono un concentrato di spunti artistici, letterari, storici e naturalistici.
Protagonista di questo itinerario è anche la città fortificata, la quarta tappa del percorso è infatti il sistema delle fortificazioni dalla terra al mare. Un percorso che mette a confronto due cinte murarie che hanno racchiuso la città in diversi momenti della sua storia: le mura dionigiane, di vasta estensione, cingevano la città dal mare sino all’Epipoli, mentre le fortificazioni spagnole, volute da Carlo V, erano circoscritte all’isola di Ortigia e inclusero nel progetto di rafforzamento della città anche il Castel Maniace.
La tappa successiva abbraccia il periodo paleocristiano: ipogei e catacombe di Siracusa.
Appena fuori dalle mura antiche della città, in prossimità del Parco Archeologico della Neàpolis, si erge in tutta la sua monumentale bellezza la Chiesa di San Giovanni alle Catacombe, suggestiva chiesa a cielo aperto che custodisce nei suoi sotterranei due tesori scavati nella roccia: la Cripta di San Marciano e la catacomba di San Giovanni. Il complesso delle catacombe siracusane è considerato secondo, per importanza ed estensione, solo a quello di Roma. La presenza di cimiteri cristiani conferma la forte impronta religiosa della città. Sebbene non vi siano prove storiche sulla diffusione della religione cristiana a Siracusa, è probabile che i siracusani appresero il messaggio evangelico molto prima di altre città dell’occidente, proprio a causa della posizione strategica della città, crocevia di navi che da Oriente si dirigevano verso l’Occidente.
L’ultima tappa del percorso è la Giudècca, l’antico quartiere ebraico. Siracusa, nel cuore del Mediterraneo, svolse un ruolo primario come centro culturale nell’antichità. In questo contesto geo-culturale si inserisce anche la presenza delle comunità ebraiche che per tutto il primo millennio, in seguito alla diaspora, si concentrarono nell’Italia insulare, fino alla cacciata del 1492 per volontà dei sovrani cattolici. L’antica Giudècca era un intreccio di strade e vie commerciali, le cosiddette “platee“, piene di mercati e botteghe. Tra le più note, vi era la contrada della Ferraria, così chiamata per la concentrazione delle botteghe dei fabbri. Noto era anche Il quartiere della Cannamela, che conserva nel suo toponimo il ricordo delle botteghe in cui veniva raffinata la cosiddetta “Cannamela” o canna da zucchero. Alla Giudècca vi erano anche una pescheria, vari forni della comunità per la cottura delle mazot, gli azzimi della Pasqua ebraica, la contrada macellorum iudeorum, per la macellazione rituale della carne destinata agli ebrei. Il tesoro più prezioso, di recente scoperta, è l’antico bagno rituale della comunità ebraica siracusana: il miqveh di Casa Blanca, posto vicino all’antica Sinagoga, oggi scomparsa.

Il Palazzo del Senato

L’ara di Ieróne II: luogo di sangue e di fuoco

La Chiesa di Santa Lucia alla Badia

La Giudècca, il cuore ebraico nascosto di Siracusa

L’interno del Duomo di Ortigia

Le catacombe di San Giovanni

Tracce del Cristianesimo a Siracusa

Tempio di Apollo

La chiesa di San Giovanni alle Catacombe

Luogo di incontro di mari e civiltà

La Cattedrale di Siracusa

Le mura Dionigiane: un capolavoro di ingegneria greca

Il Castello Eurìalo

La Cultura di Pantalica

Pantalica bizantina

Gli spettacoli gladiatori

L’architettura della Piazza

Ebrei popolo errante

Il significato culturale della tragedia

Il Museion e la grotta del Ninfèo

Siracusa durante la tirannide di Dionigi

La Neàpolis dal passato a oggi

Ortigia. La Venere che sorge dalle acque del mare

La Siracusa romana, potenza militare grazie al genio di Archimede

L’Orecchio di Dionìsio e la Grotta dei Cordari

Il Castello Maniace

Pantalica: dove la natura e la storia si fondono

Le funzioni del Castel Maniace

Il Teatro Greco di Siracusa

Le Venationes

La fortificazione spagnola

L’Anfiteatro romano

Cripta di San Marciano

I bagni ebraici: il miqveh di Casa Blanca

Nel regno del re Hyblon: Pantalica tra storia e leggenda

Piazza del Duomo: un luogo sacro degli antichi greci

L’Athènaion del tiranno Gelóne

Leggende e magici echi nelle Latomìe di Siracusa