La Neàpolis

Il Teatro Greco di Siracusa

La più imponente e affascinante memoria storica di Siracusa risiede nel suo Teatro Greco.
Scavato nella roccia del colle Temenite, esso ha rappresentato, dall’antichità sino ai nostri giorni, un monumento di eccezionale bellezza formale.
Il suo impianto originario, ad opera dall’architetto Damocopos , risale al V secolo a.C. La struttura subì numerosi rifacimenti tra il IV e il III secolo a.C., durante la tirànnide di Geróne II e in seguito, in epoca romana. In questo luogo, ancora profondamente suggestivo, i più grandi artisti dell’antica Grecia diedero voce alle loro rappresentazioni. Tra questi, Èschilo , padre della drammaturgia greca, che rappresentò, all’interno del teatro di Siracusa, due tragedie: Le Etnee e I Persiani.Veduta Teatro GrecoNella sua forma arcaica, il teatro non presentava uno sviluppo semicircolare, diventato usuale nel corso del III secolo a.C., ma era costituito da gradinate rettilinee disposte a trapezio. Fu il tiranno Geróne II a plasmare il teatro nella morfologia che, ancora oggi, è possibile in parte osservare.
La càvea aveva un diametro di 138 metri, uno dei più grandi del mondo greco, ed era costituita da 67 ordini di gradini, scavati nella roccia viva e divisi in 9 settori, chiamati cunei, dalla presenza delle scalinate. A metà altezza correva il diazoma, un corridoio anulare che divideva la càvea in più settori.Parodoi Teatro GrecoSulle pareti del diazoma erano presenti significative dediche incise: il cuneo centrale era dedicato a Zeus, mentre i cunei sulla sinistra erano intitolati ad altre divinità; sulla destra vi erano le aree dedicate ai membri della famiglia reale. All’ orchestra , sulla quale si esibiva il coro, era possibile accedere da due corridoi laterali, i parodoi, posti di fronte alla scena ; mentre al di sotto dell’orchestra si celava un passaggio segreto: le scale carontee .
Ancora oggi il teatro mantiene la sua identità: esso rappresenta uno dei più grandi palcoscenici internazionali della tragedia classica. Il teatro greco di Siracusa è percepito come elemento pulsante di vita e non come un sepolcro di valori scomparsi. La sua struttura è una forma d’arte senza tempo, oltre che una fascinosa rovina da contemplare con il sentimento pittoresco dei viaggiatori del passato.

foto narrante : Il teatro greco di Siracusa
Il teatro greco di Siracusa colpisce subito per la sua maestosità, esso era infatti uno dei teatri più importanti del mondo antico. La càvea, il luogo dove gli spettatori prendevano posto, è scavata sul pendio di una collina. Essa presenta la forma di un semicerchio ed è formata da 67 file di gradini divise in 9 settori, chiamati “cunei”, dedicato ad una divinità o ad un membro della famiglia reale. Durante la rappresentazioni era presente un coro, un gruppo di personaggi che danzavano e cantavano in uno spazio semicircolare chiamato “orchestra”. L’orchestra si trova alla base della càvea e si frappone tra gli spettatori disposti sulle gradinate e la scena. Sul fondo dell’orchestra si colloca la scena, uno spazio riservato alla recitazione degli attori. Ai lati dell’orchestra sono ancora presenti due gallerie, chiamate parodòi, i corridoi che anticamente permettevano l’accesso del coro.
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