La Neàpolis

La Neàpolis dal passato a oggi

Durante la tirànnide di Gelóne , a partire dall’anno 485 a.C., Siracusa conobbe un periodo di grande espansione e ricchezza, divenendo capitale di un regno che comprendeva anche Gela e altri territori della Sicilia Orientale.
Il tiranno diede un forte impulso allo sviluppo edilizio e urbanistico di Siracusa, tanto da incrementare la nascita di nuovi quartieri, come Tyche e Neàpolis, per fronteggiare la notevole espansione demografica. Poiché il tiranno riteneva, inoltre, che la città dovesse ostentare il proprio potere attraverso monumenti imponenti e maestosi, egli chiamò l’architetto Damocopos al quale diede l’incarico di edificare un teatro proprio all’interno dell’area di Neàpolis.
In corrispondenza di una piccola parte di questo antico quartiere nato nella Siracusa greca, sorge oggi un parco archeologico realizzato tra il 1952 e il 1955 da Luigi Bernabò Brea , con lo scopo di preservare e valorizzare i monumenti sopravvissuti, risalenti sia all’età greca che a quella romana, e di salvarli dalla minaccia della moderna espansione urbanistica.
Il parco si sviluppa su un rilievo montuoso chiamato colle Temenite, che divide l’area in due parti: a sud è possibile visitare il percorso monumentale della Neàpolis, tra le rovine greche e romane, mentre nella parte settentrionale vi sono le profonde latomìe, grotte e cavità misteriose scavate proprio nella roccia di questo monte. I resti archeologici convivono con una variegata vegetazione che completa l’atmosfera magica di questo luogo.
Essenze sempreverdi, tipiche della macchia mediterranea, come ulivi, cipressi mediterranei, pini, palme da dattero e ficus, si fondono con i profumatissimi alberi di agrumi, in particolare, aranci e limoni. Un frutto caratteristico del parco è certamente il melograno : la zona dove si trova l’Anfiteatro Romano era, per tale ragione, denominata “la fossa dei granati”, cioè la fossa dei melograni, proprio a causa dell’abbondanza degli alberi di questo frutto che vi crescevano intorno, considerati fin dall’antichità un simbolo della fertilità.

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