Triclinio Triabsidato

Le dodici fatiche di Ercole

Nel mosaico pavimentale della zona centrale, Ercole è evocato tramite le sue gesta, l’eroe protagonista non viene mai raffigurato ma è sostituito dagli effetti della sua forza contro i nemici già sconfitti. Nella Gigantomachia , epica lotta tra gli dei dell’ Olimpo e i Giganti, questi ultimi, dai corpi possenti ed espressivi, sono effigiati come anguipedi, ovvero con la parte al di sotto del ginocchio a forma di serpente.

Triclinio Triabsidato
È il luogo più regale ed eloquente della residenza tardoantica, dopo la basilica. Esso svolgeva la funzione di sala da pranzo ufficiale. La sua architettura, particolarmente sontuosa, è costituita da tre grandi absidi che si dispongono ad una quota superiore di, circa, un metro e venti centimetri rispetto al livello dell’antistante portico ovoidale. L’originalità del Triclinio, introdotto da un ingresso tripartito scandito da due colonne di granito grigio e da una gradinata, è sottolineata dalla sua indipendenza rispetto al nucleo del primo peristilio della villa. Le absidi erano introdotte da colonne e risultano profonde 6 metri, mentre la spaziosa sala quadrata, misura circa 12 x 12 metri, mostrando un rapporto numerico armonico non casuale. I muri perimetrali superstiti non oltrepassano il mezzo metro e, nell’abside di destra, sono stati riportati in quota dopo gli scavi. L’ipotesi degli studiosi che sposta la costruzione del quartiere del Triclinio in una seconda fase, rispetto agli altri ambienti della villa, viene avvalorata dal fatto che, attorno al grande peristilio, sono già presenti delle sale da pranzo sia estive che invernali. Il raddoppiamento delle sale di rappresentanza, una basilica dedicata alle udienze e una sala tricora per i banchetti, è una caratteristica delle ville tardoantiche, riscontrabile anche nel più tardo Palazzo di Teodorico a Ravenna. La narrazione del piano mosaicato è suddivisa in differenti scene in sintonia con la struttura architettonica.

La raffigurazione dei temi, legati alle gesta di Ercole, ha fatto propendere alcuni studiosi ad un accostamento con Massimiano , identificato come possibile proprietario o forse anche come ospite di riguardo nella Villa per il suo appellativo di Erculeo.
Nell’ultima scena infine, che rappresenta il mito di Licurgo e Ambrosia , legata alla tematica dionisiaca, si può osservare il momento in cui Licurgo, re della Tracia e ostile al culto del dio del vino, tenta di uccidere con un’ascia bipenne la baccante Ambrosia, provvidenzialmente aiutata da un corteo di Menadi e tramutata in vite da Dioniso stesso.
Come rivela questo mito, un soggetto particolarmente frequente nei mosaici della villa tardo-antica sono le metamorfosi, simbolo dell’eterno rapporto tra l’uomo e la natura circostante.

La stanza delle stagioni

Una sfida fra le forze del cielo e della terra

Il sacrificio campestre

La stanza degli amorini vendemmiati

Un ambiente dedicato al mare

Uno spazio tra pubblico e privato

Gli ambienti della villa a destinazione pubblica

Una stanza con una decorazione vivace

La rappresentazione della Virtus

Gli ambienti a carattere semipubblico

Il frigidario: un ambiente aulico

Un cortile al centro della casa

Una decorazione che segna il tempo

Due colonne segnano l’ingresso ad un ambiente importante

Gli ambienti della villa riflesso del suo proprietario

Le stanze dell’Otium

La stanza degli amorini pescatori

Il porticato con una pavimentazione animata

L’età d’oro: ipotesi sul periodo di costruzione della villa

Il mito di Ulisse e Polifemo

Il mito di Orfeo

Il mito di Eros e Pan

Il Peristilio della villa

Un ambiente aulico dedicato al mito di Arione

La mansio di Sophiana

Le terme tra benessere e socialità

Il Latifondo

Il luogo dell’accoglienza

La residenza tardoantica: Locus Amoenus e centro di attività amministrative nel cuore della Sicilia

Una grande sala per i banchetti

Indizi per la datazione

Pars fructuaria e pars rustica

Le creature del mare

La colazione all’aria aperta

La disposizione degli ambienti

Il riflesso del Dominus tra mito e realtà

Le dodici fatiche di Ercole

La mansio una stazione di sosta

La composizione degli spazi

Le decorazioni dell’ambulacro

Una stanza dedicata alla musica