Frigidario

Il frigidario: un ambiente aulico

Il Frigidario della Villa è l’ambiente più ricercato per la forma ottagona e la sua decorazione. Esso mostra la sua eleganza nella ricca struttura architettonica, nei rivestimenti marmorei e nel tappeto musivo decorato con un corteo marino all’interno dell’ottagono.

Frigidario
Il grande spazio di forma ottagonale, è introdotto da un ambiente di passaggio a forma di abside, posto tra la sala biabsidata e il frigidario. In questo piccolo vano, dalla decorazione pavimentale molto lacunosa, si distingue, al centro, un personaggio di alto rango mentre si toglie un mantello color oro. A destra, un giovane inserviente anticipa il signore, reggendo un secchio e un oggetto a banderuola. Proseguendo all’interno della sala, ci si immerge in una architettura articolata, composta da sei nicchie absidate, tre a est e tre a ovest, con scene a carattere realistico di cambio d’abito, e due vasche per i bagni immersivi. Al centro dell’ottagono, il mosaico pavimentale raffigura due diversi soggetti. La fascia esterna animata da un coloratissimo corteo marino, composto da pietre e paste vitree nelle quali risaltano colori più accesi, ospita nereidi e tritoni che cavalcano animali fantastici o poggiano su scogli. Le giovani ninfe sono adornate da panneggi, alte collane e bracciali e presentano acconciature a turbante e a elmo secondo la moda in voga al tempo. I tritoni, divinità marine, per metà uomini e per metà pesci, hanno sul capo rosse chele di crostacei. L’ iridescenza dei colori blu e verde del mosaico che simula il riflesso delle onde marine, accompagna anche il soggetto rappresentato nella fascia interna del pavimento, in cui campeggiano quattro barche decorate da vivaci motivi geometrici. Su ciascuna, due èroti alati si accingono a pescare, con diverse tecniche, pesci di vario genere. Sembra così che la scena rappresenti una grande cartografia delle specie ittiche conosciute nel IV sec d.C.

Nelle quattro nicchie laterali, che costituivano gli Apodytèria , il mosaico pavimentale presenta scene di genere con cambi d’abito e riti di preparazione.La spaziosa sala, a pianta centrale, si presenta come primo ambiente del percorso termale, una sorta di anticamera dove sono presenti, ricavate in quattro nicchie angolari, gli spogliatoi. Questa sala è collegata a due piscine, una più piccola per il bagno a immersione e l’altra più grande per il nuoto.
Nel caso della Villa del Casale, si tratta di un percorso invertito, rispetto al percorso termale tradizionale, che prevedeva l’entrata ai bagni attraverso diversi ambienti: dalla stanza più tiepida fino a quella più calda e in ultimo, dopo la pulizia del corpo e i massaggi, ci si immergeva nel Frigidarium, dove si trovavano anche le piscine di acqua fredda.
Lo spazio ottagonale è ripartito, sui lati, da alcune colonne su plinti, di ordine corinzio , sulle quali era posta una spessa cornice, dalla quale si dipartiva la volta che copriva l’ambiente. Una cupola, ricorrente come tipologia, era dotata di un foro centrale da cui filtrava la luce, ma anche l’acqua piovana che veniva raccolta nel pavimento e incanalata in una condotta, con chiusino, ancora oggi visibile. Questo ambiente è stato riutilizzato, a lungo, nei periodi successivi al primo abbandono della Villa. I suoi mosaici pavimentali risultano restaurati con tecniche grossolane e con grandi tessere, che ne connotano l’epoca tra il V e il VI secolo d.C. In alcune zone, le figurazioni musive sono stati sconvolte dall’inserimento delle tessere nelle parti mancanti, non rispettando i disegni originari. In tale ambiente sono state rinvenute lucerne con simboli cristiani, facendo ritenere plausibile l’uso quale luogo di culto, in epoca paleocristiana e pre bizantina.

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