Triclinio Triabsidato

Banchetti e Panegirici animavano la vasta sala, sullo sfondo di un mosaico pavimentale che celebra le prodezze di Ercole

L’edificio riportato alla luce dal 1935, è considerato, dopo l’aula basilicale, il più regale ed eloquente della residenza tardoantica per il dinamismo e la sontuosità della sua architettura, costituita da tre grandi absidi .Il ruolo di rappresentanza della sala, risalta già a partire dalla scalinata, rivestita in marmo, arricchita da due colonne centrali, in marmo grigio, che introducono l’ingresso. L’ampio spazio, svolgeva la funzione di sala da pranzo ufficiale del dominus e doveva essere arredato con stibadia , probabilmente collocati nei catini absidali .
Nell’area delimitata dal quadrato centrale,

Triclinio Triabsidato
È il luogo più regale ed eloquente della residenza tardoantica, dopo la basilica. Esso svolgeva la funzione di sala da pranzo ufficiale. La sua architettura, particolarmente sontuosa, è costituita da tre grandi absidi che si dispongono ad una quota superiore di, circa, un metro e venti centimetri rispetto al livello dell’antistante portico ovoidale. L’originalità del Triclinio, introdotto da un ingresso tripartito scandito da due colonne di granito grigio e da una gradinata, è sottolineata dalla sua indipendenza rispetto al nucleo del primo peristilio della villa. Le absidi erano introdotte da colonne e risultano profonde 6 metri, mentre la spaziosa sala quadrata, misura circa 12 x 12 metri, mostrando un rapporto numerico armonico non casuale. I muri perimetrali superstiti non oltrepassano il mezzo metro e, nell’abside di destra, sono stati riportati in quota dopo gli scavi. L’ipotesi degli studiosi che sposta la costruzione del quartiere del Triclinio in una seconda fase, rispetto agli altri ambienti della villa, viene avvalorata dal fatto che, attorno al grande peristilio, sono già presenti delle sale da pranzo sia estive che invernali. Il raddoppiamento delle sale di rappresentanza, una basilica dedicata alle udienze e una sala tricora per i banchetti, è una caratteristica delle ville tardoantiche, riscontrabile anche nel più tardo Palazzo di Teodorico a Ravenna. La narrazione del piano mosaicato è suddivisa in differenti scene in sintonia con la struttura architettonica.

avevano luogo balli e concerti, in occasione dei simposi che potevano svolgersi con il fasto e l’estro della celebre cena di Trimalcione descritta da Petronio. Durante i banchetti e i simposi si recitavano i panegirici, discorsi celebrativi in onore di grandi imprese, che richiamano da vicino i mosaici mitologici della vasta aula, nei quali si esaltano le fatiche degli dèi e degli eroi. Essi risultano una celebrazione eroica del committente della villa, attraverso un espressionismo stilisticoche differisce dal resto degli ambienti,

vestibolo
Il vestibolo della residenza tardoantica è un ampio spazio rettangolare che introduce agli ambienti della villa. Esso ha una duplice funzione: ufficiale, per il mosaico figurato posto al centro dell’aula, di servizio per la presenza di un mosaico geometrico che lo circoscrive. La scena, molto lacunosa, che decora il mosaico pavimentale, sembra un quadro che accoglie il visitatore. Al suo interno sono rappresentate figure, in abito da cerimonia, con il capo cinto da corone vegetali e acconciature tipiche del periodo tetrarchico. Tutte sono voltate leggermente a destra, quasi ad attendere un personaggio importante, probabilmente il dominus, mentre fa il suo ingresso nella dimora. La raffigurazione è suddivisa in due registri. Nella parte superiore, il mosaico restituisce solo due figure. Un giovane con una veste giallo oro, riccamente adornata, sostiene con la mano destra un ramo con foglie d’alloro; lo precede un uomo dal volto maturo, il lampadarius o il maestro del cerimoniale che regge, a sua volta a destra, una fiaccola inserita in una clessidra baccellata, impreziosita con elementi allungati e convessi. Nella parte inferiore, quasi del tutto perduta, si riconoscono tre figure, molto lacunose, con vesti e decori militari, forse i componenti di un coro. La più distinguibile si trova a sinistra e rappresenta un personaggio che tiene in mano un dittico e sembra cantare o recitare una poesia.

verosimilmente, perché realizzato da squadre diverse di maestri mosaicisti, in epoca posteriore rispetto al nucleo primario che circonda il Peristilio quadrangolare .

Alla ricerca del Dominus attraverso i mosaici della residenza tardoantica

I sensi raccontano la Sala Biabsidata

L’età d’oro: ipotesi sul periodo di costruzione della villa ed inizi

Un piccolo ambiente utilizzato come ingresso privilegiato alle Terme

I sensi raccontano l’Ingresso Monumentale

I nuclei principali della Domus

Simboli beneauguranti e, forse, le iniziali del nome del committente, decorano il mosaico del vano absidato

Personaggi, di alto rango, raffigurati nei mosaici delle nicchie absidate del Frigidario

I protagonisti dei mosaici

Un dialogo tra scene mitologiche e realistiche

Una stanza regale ospitava il Dominus durante le sue udienze

La possibile celebrazione di un evento solenne

La visione della corsa dalla tribuna imperiale

Un piccolo vano rappresenta una delle attività del percorso Termale

L’apoteosi di Ercole

I sentieri della Virtus, riflesso del Dominus

Forme di saluto o rito?

I sensi raccontano il Frigidarium

Il profilo del Dominus si nasconde tra le scene rappresentate nei mosaici?

Un grande porticato colonnato, luogo di raccordo tra gli ambienti

Un significato nascosto

Un personaggio che ha attirato l’attenzione degli studiosi

I sensi raccontano il Vestibolo

Un microcosmo organico: la struttura della villa

I sensi raccontano il Triclinio Triabsidato

Un’architettura solenne e maestosa per accogliere un committente di alto rango

Banchetti e Panegirici animavano la vasta sala, sullo sfondo di un mosaico pavimentale che celebra le prodezze di Ercole

Una cerimonia ufficiale per accogliere il Dominus

La rappresentazione realistica di un corteo termale con una figura femminile di alto rango

Gli ambienti della villa a destinazione pubblica e privata

La residenza tardoantica: Locus Amoenus e centro di attività amministrative nel cuore della Sicilia

Una corsa di Quadrighe, ambientata nel Circo Massimo di Roma, collega la villa alla città centro del potere

Una teoria di armati per un Dominus dal profilo importante

L’interpretazione astrale del mosaico

I sensi raccontano il Sacello dei Lari

La Mansio di Philosophiana. Una stazione di sosta

I sensi raccontano il Peristilio Quadrangolare

Il prestigio del Dominus si rivela attraverso gli affreschi parietali

Il sacrificio campestre

I sensi raccontano la Stanza delle frizioni

I sensi raccontano l’Ambulacro biabsidato – corridoio della “grande caccia”

Il culto dei Lari

La colazione all’aria aperta

I marmi provenienti dalle regioni dell’Impero a decoro della Basilica

Il Latifondo

Una giornata di caccia alla villa

I sensi raccontano la Sala dell’appartamento privato della “piccola caccia”

Un simbolo eloquente: Il Signum

I sensi raccontano la Basilica

Gli ambienti a carattere semipubblico

I sensi raccontano l’Ingresso privato alle terme

Un piccolo vano impreziosito dai marmi

Il catalogo di animali

La cattura di animali selvaggi per i giochi dell’Anfiteatro Romano

I protagonisti del mosaico e gli affreschi a tema militare