Sacello dei Lari

I sensi raccontano il Sacello dei Lari

vista
Un’edicola votiva al centro dell’attenzione

Oggi, di questo vano, è rimasto solo il pavimento in mosaico e parte dei muri ma, in origine, la sua struttura richiamava la forma di un piccolo tempio. Era, infatti, il luogo sacro della residenza tardoantica, nel quale si veneravano i Lari, antenati divenuti divinità protettrici della famiglia. Ogni mattina si celebrava un vero e proprio rituale, nelle prime ore del mattino, non appena il dominus e la sua famiglia si risvegliavano dopo la quiete della notte. Se tornassimo indietro nel tempo, vedremmo gli schiavi porgere al proprietario della villa le offerte da collocare all’interno del larario, davanti ad una fiammella che illuminava le raffigurazioni degli antenati divinizzati, garanti della continuità e del benessere della familia.
Simboli beneauguranti, come la foglia d’edera, risaltano anche al centro del mosaico pavimentale!

udito
L’eco del rito

Per la sua disposizione poco distante dal Vestibolo, nel percorso pubblico del Peristilio, il piccolo vano absidato, durante il giorno, era immerso dall’eco delle voci di coloro che camminavano all’interno del lungo porticato colonnato. Solo durante il rito che si celebrava in presenza del dominus, non appena la villa tardoantica prendeva vita alle prime luci del giorno, si udiva la preghiera rituale che accompagnava l’offerta votiva agli antenati protettori della familia, accompagnata dal rilassante rumore dell’acqua che sgorgava dalla grande fontana nel giardino.

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Incenso e doni votivi

L’odore degli incensi e di altre sostanze aromatiche che venivano bruciati durante l’offerta votiva, si confondeva con il profumo proveniente dalla rigogliosa vegetazione del giardino posto alle spalle del piccolo tempio. Nel culto che si svolgeva all’interno delle mura domestiche, l’offerta era solitamente rappresentata da un alimento, percepibile all’olfatto per le sue caratteristiche che seguivano, anche, la produzione stagionale del latifondo che circondava la villa romana del Casale.

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Un luogo di rappresentanza impreziosito dal marmo

La piccola edicola, dedicata al culto dei Lari, era abitata dalle raffigurazioni in terracotta, bronzo o argento degli antenati della famiglia del dominus. Ancora oggi, è possibile distinguere i resti delle lastre marmoree che ne ricoprivano le pareti a sottolineare il ruolo di rappresentanza di questo luogo, finalizzato all’auto celebrazione del proprietario della residenza tardoantica e della sua stirpe.

Un’architettura solenne e maestosa per accogliere un committente di alto rango

Gli ambienti della villa a destinazione pubblica e privata

Il Latifondo

I sensi raccontano il Sacello dei Lari

La cattura di animali selvaggi per i giochi dell’Anfiteatro Romano

La rappresentazione realistica di un corteo termale con una figura femminile di alto rango

Una corsa di Quadrighe, ambientata nel Circo Massimo di Roma, collega la villa alla città centro del potere

Un piccolo ambiente utilizzato come ingresso privilegiato alle Terme

I protagonisti dei mosaici

La residenza tardoantica: Locus Amoenus e centro di attività amministrative nel cuore della Sicilia

I sensi raccontano la Stanza delle frizioni

Una stanza regale ospitava il Dominus durante le sue udienze

Il sacrificio campestre

Il culto dei Lari

Una teoria di armati per un Dominus dal profilo importante

Il prestigio del Dominus si rivela attraverso gli affreschi parietali

I marmi provenienti dalle regioni dell’Impero a decoro della Basilica

I sensi raccontano il Frigidarium

Simboli beneauguranti e, forse, le iniziali del nome del committente, decorano il mosaico del vano absidato

Un simbolo eloquente: Il Signum

I sensi raccontano la Sala dell’appartamento privato della “piccola caccia”

Il profilo del Dominus si nasconde tra le scene rappresentate nei mosaici?

La possibile celebrazione di un evento solenne

I nuclei principali della Domus

I sensi raccontano il Peristilio Quadrangolare

L’apoteosi di Ercole

La visione della corsa dalla tribuna imperiale

Personaggi, di alto rango, raffigurati nei mosaici delle nicchie absidate del Frigidario

I sensi raccontano il Vestibolo

Una giornata di caccia alla villa

I sensi raccontano la Basilica

La colazione all’aria aperta

Alla ricerca del Dominus attraverso i mosaici della residenza tardoantica

I sensi raccontano la Sala Biabsidata

Un piccolo vano impreziosito dai marmi

Gli ambienti a carattere semipubblico

I sentieri della Virtus, riflesso del Dominus

L’interpretazione astrale del mosaico

I sensi raccontano l’Ingresso Monumentale

Il catalogo di animali

Un significato nascosto

Una cerimonia ufficiale per accogliere il Dominus

Un piccolo vano rappresenta una delle attività del percorso Termale

Banchetti e Panegirici animavano la vasta sala, sullo sfondo di un mosaico pavimentale che celebra le prodezze di Ercole

Un microcosmo organico: la struttura della villa

La Mansio di Philosophiana. Una stazione di sosta

Un dialogo tra scene mitologiche e realistiche

I sensi raccontano il Triclinio Triabsidato

I sensi raccontano l’Ambulacro biabsidato – corridoio della “grande caccia”

Un personaggio che ha attirato l’attenzione degli studiosi

I sensi raccontano l’Ingresso privato alle terme

L’età d’oro: ipotesi sul periodo di costruzione della villa ed inizi

Forme di saluto o rito?

Un grande porticato colonnato, luogo di raccordo tra gli ambienti

I protagonisti del mosaico e gli affreschi a tema militare