Acireale

Il fiume Aci

Le vulcaniti della Timpa, grazie alla loro permeabilità, costituiscono un importante serbatoio per le acque sotterranee di questa porzione della costa orientale siciliana. In alcuni punti queste acque emergono in superficie dando luogo a sorgenti, per lo più localizzate intorno al livello del mare.
Una di queste è denominata “Sorgente Miuccio” che si dice essere ciò che resta del fiume Aci, un corso d’acqua per lo più ormai sotterraneo e di cui fa menzione anche Ovidio . Queste acque sono indissolubilmente legate alla mitologica storia d’amore fra la ninfa Galatea e il pastorello Aci .
Il nome del pastore fa riferimento al fiume, inizialmente, conosciuto dai greci con inome Akis. Successivamente, venne citato da Idrìsi, famoso cartografo di Re Ruggero il Normanno, con il nome di Aci. Questo nome identificava non solo il fiume ma un’intera zona su cui successivamente sarebbero sorti ben nove tra paesi e comuni collegati tra loro  dal medesimo prefisso: Acireale, Acicatena, Acicastello, Acitrezza, Aci Platani, Aci Santa Lucia, Aci bonaccorsi, Aci San Filippo, Aci Sant’Antonio.

Il primo tentativo al mondo (quasi riuscito) di fermare una colata lavica: l’eruzione del 1991-93

Il terremoto che cambiò la geografia della Sicilia orientale nel 1693

Il fiume Aci

Una fauna ancora tutta da scoprire

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Un vulcano in continua evoluzione

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Perché l’Etna è uno dei vulcani più studiati al mondo?

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L’Etna: un meraviglioso insieme di diversi tipi di flora

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Etna, un laboratorio naturale dove svolgere esperimenti

La Valle del Leone e l’Ellittico

L’eruzione del 1928 che distrusse il paese di Mascali

Il sistema di faglie delle “Timpe” di Acireale

I primi edifici vulcanici dell’Etna, tra Acicastello ed Acitrezza

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L’eruzione del 2001 dell’Etna, quando la Montagna sembrava viva

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L’attività dei Crateri sommitali tra il 2011 e il 2019

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Il Grand Tour in Sicilia

I sensi raccontano I Monti Rossi