Percorso B
Piazza Armerina
Vista

[5] Una grande sala per un sontuoso banchetto

La struttura sontuosa e dinamica della grande sala è caratterizzata da una pianta centrale quadrata in cui si innestano tre grandi absidi, originariamente introdotte da coppie di colonne. L’ambiente era impiegato per organizzare banchetti ufficiali, durante i quali, nelle absidi, venivano sistemati appositi letti semicircolari, gli stibadia, capaci di accogliere i numerosi convitati. I vari episodi narrati nei mosaici sono collegati dalla comune tematica della vittoria della virtù sul male, messa in atto da Ercole e Dioniso ai danni di creature mostruose e violente. La scelta dei brani da rappresentare ha origine da una precisa volontà di comunicare messaggi edificanti e di eternare il dominus della villa alla pari delle imprese compiute dagli eroi. Quando si entra in questo ambiente sembra di percepire l’atmosfera che accompagnava la preparazione della cena, il pasto più importante, che si svolgeva nell’ora nona durante i mesi più caldi. La scena sembra riprendere vita. Il sole sta scomparendo all’orizzonte e, con i suoi ultimi raggi, illumina un gruppo di musici e uno schiavo erudito, dal volto canuto, che declama versi in latino, dando inizio al banchetto. Lo schiavo maggiordomo, il nomenclator, ha già annunciato l’ingresso del dominus e dei suoi ospiti, tra i quali spiccano personaggi di alto rango. Tre ministratores si dirigono, separatamente, in ciascuna abside per servire cibi fumanti e di grande effetto decorativo, mentre altri schiavi riempiono coppe di vino. Ciascuna portata è una vera e propria coreografia, sapientemente ideata dallo structor, il responsabile dell’effetto scenico che i cibi devono evocare. L’aula trilobata rappresenta, in questo momento, diverse parti del mondo: gli stibadia su cui sono sdraiati gli invitati sono la Terra, il soffitto riconduce al cielo, mentre il pavimento si ricollega al mondo dei morti.