serpentino

Il marmo serpentino o marmo verde di Prato fu molto utilizzato nel Medioevo per la sua somiglianza cromatica al porfido verde antico, proveniente dal Peloponneso.
Ha delle tonalità cangianti sul grigio, blu e verde molto scuro, che permettono giochi di colore.
Con lo stile romanico fu maggiormente impiegato nelle grandi fabbriche, specialmente della Toscana, insieme al marmo di Carrara o la pietra alberese.
Questo alternarsi di bianco e verde scuro, tipico del romanico toscano è visibile a Firenze nel Battistero di San Giovanni e a San Miniato al Monte e ancora ricordiamo il Duomo di Prato e quello di Siena.
Insieme al porfido è stato impiegato come riferimento ai colori della traduzione bizantina rosso regalità e blu/verde umanità.