Oceano

Oceano, figlio di Urano e di Gea, era un Titano e per gli antichi greci era assimilato al dio dell’acqua, da distinguere da Poseidone, Nettuno per i Romani, che era uno dei dodici dei dell’Olimpo. Nell’antica Grecia si affermò un culto solenne per Oceano e si diffuse l’usanza di rendergli offerte e sacrifici prima di intraprendere lunghi viaggi in mare.
Secondo Omero, Oceano era un fiume perenne che circondava tutta la terra e dal quale sorgevano e tramontavano il sole e le stelle. La sua dimora era collocata nell’estremo Occidente, dove si immaginava avessero origine tutte le cose.
Tema ricorrente nelle raffigurazioni antiche, sia come affresco che come mosaico, Oceano veniva rappresentato come un vecchio, dalla lunga barba, con corna di toro, come le divinità fluviali; talvolta, però, era coronato da chele di crostaceo, dalla bocca saltavano fuori pesci di varie specie, sempre circondato da mostri degli abissi, similmente alle divinità marine.