Cibele

Divinità della fecondità e protettrice della natura, Cibele, conosciuta anche come “Magna mater”, la gran madre.
Il suo culto ha origini lontane, riconducibile alle popolazioni preelleniche dell’Anatolia.
In Frigia, presso la città di Pessinunte, era situato il suo più antico santuario dove veniva adorata una pietra meteoritica, simbolo della dea.
Dalla Frigia, la venerazione di Cibele si diffuse ampiamente nella penisola Attica verso il VII sec a.C., fino a giungere a Roma nel 204 a.C quando la pietra sacra da Pessinunte fu spostata a Roma in un tempio situato sul Palatino.
Le feste celebrate in onore di Cibele erano le Megalesie, che avevano luogo dal 15 al 27 marzo, seguite da gare sportive.
Le testimonianze artistiche, tramandate nel tempo, hanno rappresentato Cibele in diversi modi : con il capo cinto da una corona turrita, sopra un carro trainato da leoni o sopra un trono tra due leoni.
Nel mosaico della sala biabsidata della villa del Casale essa è rappresentata di spalle, sulla spina, a cavallo di un leone.